Memoriale del Ponte/2: il maestro Anzovino: «Porterò con me per sempre l’esperienza di questa composizione»

Il compositore ha realizzato le musiche che vengono diffuse nel memoriale delle vittime del crollo del Morandi

«Quando ho ricevuto l’incarico di comporre la musica del memoriale ho cercato di avvicinarmi il più possibile, di essere il più vicino possibile ai sentimenti che animavano questo progetto. Più mi addentravo, più sentivo che come cittadino, prima ancora che come musicista, questa storia mi parlava e mi apparteneva – ha detto il maestro Remo Anzovino all’inaugurazione del memoriale -. Con l’architetto Stefano Boeri abbiamo da subito condiviso l’idea che la musica dovesse essere in due ambienti, nel cilindro e nella serra bioclimatica e così è nata la composizione per questi due ambienti e in cinque movimenti. Il primo movimento mette in musica la scena che noi vediamo, la scena apocalittica del ponte spezzato e la sentiamo nel cilindro. Dal secondo al quinto la sentiamo nella serra bioclimatica».

«Il secondo movimento mette in musica l’idea di una metamorfosi, cioè che le anime hanno iniziato in quel momento a fare un lungo viaggio che va dal cielo alle costellazioni trasformandosi in 43 corpi celesti. Il terzo movimento, lacrime sopra la pioggia, descrive il viaggio contro la realtà che ognuno dei parenti delle vittime quel maledetto giorno ha dovuto fare chi corto, chi lungo verso Genova a cercare i propri cari – ga proseguito il Maestro -. Il quarto movimento l’ho chiamato il grande vuoto ed è idealmente ambientato quando sono stati fatti i funerali, si sono spenti i riflettori e dentro le persone c’è l’implosione interiore e non poter accettare un fatto che è inaccettabile»
«Il quinto movimento che chiude la composizione ambienti si chiama Atomo di luce e me l’ha ispirata una frase che ho letto in un libro bellissimo che si chiama Vite Spezzate, dove una delle psicologhe che ha supportato i parenti delle vittime dice la memoria è come un atomo di luce che rischiara questa pagina nera, privata e collettiva del nostro paese – ha spiegato Anzovino -. Ecco io ho pensato che in musica un atomo di luce potesse essere la nota del diapason, un la, da cui far nascere per contrapunto un ideale passeggiata solitaria sei anni dopo delle persone che nonostante il dolore sono sopravvissute e che sono in dialogo con ognuna di quelle stelle. Poi dovevo scrivere la musica, la vera e propria colonna sonora di quattro arcate, di quattro video e quindi ho messo in musica la storia del ponte, i soccorsi, le macerie e la comunità del Polcevera».
Con l’architetto Boeri ho anche condiviso la scelta dell’organico con cui incidere la musica, ho scritto una musica per pianoforte, elettronica, archi, fiati e percussioni perché questo luogo sorge in un luogo postindustriale e perché su quel luogo di transito chiunque proveniente da ovunque poteva esserci. Quindi ci doveva essere un elemento di modernità nella musica, un elemento formale che rappresentasse il rispetto per la storia che si fa memoria. Porterò con me per sempre l’esperienza di questa composizione, il privilegio di essere stato scelto e voglio ringraziare per la fiducia il Comune di Genova, per la guida fondamentale l’architetto Stefano Boeri, per la comunione spirituale il Comitato Vittime Parenti Ponte Morandi, per il supporto tecnico ETT e permettetemi di ringraziare l’orchestra dell’Accademia Naonis che ha eseguito con un grande trasporto la mia musica e il suo direttore musicale Walter Zivilotti che ha lasciato a me il studio di registrazione, l’onore e l’onere di dirigere la musica.


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